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IL SORRISO GRAFFIATO FASCISMO E ANTIFASCISMO NEL DISEGNO SATIRICO DALLA GRANDE GUERRA ALLA COSTITUZIONE CHÂTILLON (AO)
INTRODUZIONE *
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Il periodo che si spinge dalla Grande Guerra sino alla Costituzione è infatti il basamento centrale dello sviluppo della nostra società contemporanea e al suo interno vanno ricercati i valori e gli assetti che tutt'ora ci continuano a contraddistinguere.
L'Italia passa da una guerra, alla fine vittoriosa, al periodo che viene indicato come "biennio rosso", anni in cui si avverte, palpabile, la paura da un lato e la speranza dall'altro, di seguire la svolta rivoluzionaria sulla spinta della rivoluzione bolscevica.
Tutto si fa incerto, con il tramonto della figura politica di Giolitti che per anni ha dominato la scena pubblica e si apre un varco dentro cui riesce ad insinuarsi Mussolini con i suoi fasci, nati come movimento di restaurazione ma vissuto da molti aderenti, dell'ala moderata e forse più garbatamente intellettuale, come la vera svolta rivoluzionaria, l'unica proponibile in Italia.
Scrivendo questo penso a Maccari e Longanesi, che non appena ne individuano la potenza autoritaria, se ne distaccano.
Tutta questa tensione è avvertibile anche nella stampa satirica italiana, attraverso disegni e vignette che, rilette con la giusta distanza del tempo mantengono, per certi aspetti, connotati di viva intelligenza, mentre per altri appaiono assolutamente frutto di propaganda, accuratamente studiata a tavolino.
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Dino Aloi
Curatore della mostra
* estratto da 'Le ragioni del fascismo (ma il fascismo non ha ragioni)'
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