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GIORGIO CAVAZZANO CENTO PER CENTO CAVAZZANO VENEZIA
INTRODUZIONE
Caro Giorgio,
finalmente, dopo mesi di complotto, di pretesti un po' bizzarri per carpirti notizie e ricordi, di mie visite al tuo studio più frequenti del solito, posso, anzi possiamo venire allo scoperto.
Se, fino a questo fatidico 19 ottobre, nulla della "congiura" è trapelato, se alcunché delle nostre attività ti ha insospettito, allora vuol dire che "te l'abbiamo fatta sotto il naso" e che la nostra missione è perfettamente riuscita.
Tutto ha avuto inizio parecchi mesi fa quando, alla pizzeria Mydo's di Scorzè, si è parlato del tuo compleanno e di come ti preparavi a festeggiarlo: una bella festa, in un posto a te caro con i parenti e con i numerosi amici che il tuo carattere gioviale nel tempo ti ha fatto guadagnare. E dato che mi onoro di essere fra questi, e da lunga data ormai, ho cominciato a pensare a quale regalo potesse esprimere al meglio le mie felicitazioni, il mio affetto e, perché no, la mia gratitudine per avere con la tua arte reso memorabili alcune mie storielle.
Per un momento ho pensato di farti addirittura due regali: uno per i sessant'anni d'età, l'altro per i quaranta di professione. E ho anche stilato una piccola lista, tipo la storia del Novecento in volumi cartonati e una scatola di Hoyo de Monterrey, oppure una bottiglia del miglior rhum reperibile dalle nostre parti e una sacca da golf. Ma tutto mi sembrava banale e inadeguato a celebrare convenientemente il duplice evento.
Cercavo qualcosa di originale e di inconsueto; qualcosa di simbolico e con quel tanto di giocoso mistero che fa della sorpresa l'ingrediente imprescindibile di ogni regalo. Ed è così che mi si è palesato l'uovo di Colombo, in tutta la sua cristallina perfezione: ti avrei regalato quello che per antica dimestichezza mi riesce (forse...) meglio: organizzare una mostra delle tue opere a Venezia, la città in cui sei nato, in modo che alle celebrazioni prendessero parte non solo famigliari e amici, ma anche i tuoi concittadini e qualche generazione di lettori dei tuoi fumetti.
Poiché la condizione indispensabile era quella di "agire nell'ombra", tenendoti all'oscuro di tutto, risultò subito evidente che ciò che mi si prospettava tra il dire il fare, sarebbe stato un mare insuperabile senza complici motivati e capaci di tenere il becco chiuso (da bravi paperi) fino al momento fatidico.
Ebbene, quello che appariva come un problema, si è poi rivelato come la parte più piacevole e gratificante del mio lavoro; non solo ho avuto la totale collaborazione di Elena, di Gabriele, di Alberto, preziosi in ogni fase dell'organizzazione, ma il nostro piccolo nucleo iniziale, come un volano ha dato il via a un movimento di sinergie che hanno coinvolto un bel po' di amici.
E' grazie a tutti loro, e al loro entusiasmo, che ho potuto concretizzare l'unica cosa che volevo regalarti: un piccolo sogno, che è poca cosa in confronto ai tanti che in questi anni tu hai regalato a ciascuno di noi.
Auguri, vecio! E cento di questi giorni.
Silvano Mezzavilla
Curatore della mostra
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